Mia cara Gilda, amica Policastro,
Di Pasolini non ho proprio niente
E a quel chiasso prevale il silenzio:
Questa polemica non mi dà gioia.
Né sottoproletario né borghese
È chi di rovesciare il mondo ha voglia.

E d’essere assai chiaro ho grande voglia:
A differenza della Policastro
Non amo poesia piccolo-borghese,
Di chi ti dice che non crede in niente.
Il nichilismo a me non mi dà gioia,
Di fronte a niente non resto in silenzio.

L’ideologia, si sa, non è silenzio
Ma falsa coscienza di chi voglia
Trovare nel potere qualche gioia.
La visione del mondo, Policastro,
Per me che proletario non ho niente,
È difesa dell’ordine borghese.

Fra chi è proletario e chi è borghese
Io mi schiero e non resto in silenzio.
La visione del mondo non è niente
Per chi di rovesciare il mondo ha voglia:
Sconfiggere il potere, Policastro,
Del grande capitale a me dà gioia.

Il “marxismo” non dà nessuna gioia
Se fa di
Marx un idolo borghese.
Al Padre col suo verbo, Policastro,
Ti dico è preferibile il silenzio.
Di avere
Marx compagno ho grande voglia,
Ma averlo “padre” non mi importa niente.

D’essere padre non mi importa niente,
Esser figlio non dà nessuna gioia.
Solo d’esser compagno tengo voglia
Che ha famiglia solo chi è borghese.
La gerarchia ti impone il suo silenzio
E resti sugli attenti, Policastro.

Policastro, antiborghese è la voglia
Di chi, concludo, non resta in silenzio:
Niente
Marx padre, Marx compagno è gioia.